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L’anfiteatro

Ad Età imperiale (I-II sec. d.C.) è databile la costruzione dell’anfiteatro che, adattandosi alla dolina naturale, si sovrappone alle strutture murarie di delimitazione del lacus. L’edificio presenta una dimensione massima di 85 x 70 m, con l’asse maggiore orientato in senso nord-ovest/sud-est, mentre l’arena misura 50 x 35 m; la cavea ha uno spessore di 17,30 m e poteva ospitare quasi 8.000 spettatori.

Ripresa aerea dell’anfiteatro

La struttura dell’edificio sfrutta il banco di roccia come supporto e parte integrante del sistema di sostegno della cavea: questa è caratterizzata nella metà occidentale da un aggere di pietre e terra sul quale si impostavano i sedili in pietra; la metà orientale invece, nella parte messa in luce, è costituita dal banco di roccia che è stato lavorato a formare una gradinata per ospitare le file di sedili.

La cavea era complessivamente suddivisa in venti cunei, dieci per lato, separati dai corridoi radiali (vomitoria) in corrispondenza della summa cavea e dalle scalette, ricavate nello spessore dei sedili, in quella inferiore (ima cavea). Si tratta dunque di un anfiteatro della tipologia a “struttura piena“, a differenza di quello di Lupiae in cui la cavea poggia su sostruzioni voltate in cementizio (a struttura vuota).

L’edificio presenta le murature perimetrali, quelle dei corridoi radiali, del podio intorno all’arena e degli aditus, realizzate in blocchi di pietra leccese, provenienti dalle vicine cave; in particolare i muri dell’aditus sud, dai quali si diramano le due scalette che portano ai sedili di proedria (la prima fila di posti riservata alle persone più importanti), presentano un’accurata muratura isodoma che, nella parte corrispondente all’arco di ingresso, sono realizzati in un elegante bugnato.

L’ingresso sud dell’anfiteatro

L’ingresso all’arena avveniva oltre che dagli aditus, dotati di un sistema di chiusura in corrispondenza della soglia d’ingresso, dai due corridoi mediani, gli unici che raggiungevano il muro del podio permettendo il passaggio nell’area dell’arena. Questi erano probabilmente accessibili solo al personale di servizio o agli animali feroci, nell’ambito delle venationes mattutine.

Illustrazione di una venationes all’interno dell’anfiteatro di Rudiae (R. Rachini 2019)

Ad Età imperiale sono databili anche vari battuti stradali sovrapposti su più livelli, documentati lungo il muro anulare dell’edificio, che permettevano al pubblico di accedere ai corridoi radiali che conducevano alla summa cavea.

L’analisi del complesso monumentale permette di indicare un progetto unitario nella realizzazione delle strutture relative alla cavea e agli ingressi principali. I saggi stratigrafici nel settore occidentale della cavea hanno permesso di acquisire dati sicuri sulla cronologia del monumento: dagli strati su cui si impostava il muro anulare esterno dell’edificio è stata rinvenuta ceramica italica del I sec. d.C. e un gruppo di denari d’argento, databili al regno di Domiziano e Traiano, che permettono di proporre una datazione del monumento nel primo ventennio del II sec. d.C.

I denari d’argento provenienti dagli scavi archeologici del 2015

Questa datazione è confermata anche dal rinvenimento di una lastra in marmo con iscrizione riferibile alla dedica del monumento. Una prima lettura dell’epigrafe permette di leggere il nome di Otacilia Secundilla, figlia di un senatore romano di nome Marco vissuto nell’Età di Domiziano, la quale avrebbe finanziato la costruzione dell’edificio, confermando la notizia del rinvenimento, nel Cinquecento, di un’altra iscrizione con il nome dello stesso personaggio, associato al termine amphitheatrum.

L’iscrizione di dedica dell’anfiteatro

L’ipotesi che Otacilia divenuta ereditiera di un patrimonio senatorio nel 95 d.C. e quindi donatrice, per sua iniziativa o su commissione familiare, dell’anfiteatro di Rudiae, è teoricamente compatibile con la cronologia dell’iscrizione, per come essa è suggerita dai caratteri paleografici e, più in generale, dalla storia dell’anfiteatro stesso.

Ricostruzione 3D dell’anfiteatro di Rudiae

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